Il Giardino dei Pensieri - Studi di storia della Filosofia
Dice
mbre 2008  

Michela Dongu
Kierkegaard e il cinema scandinavo
Søren Kierkegaard. Una introduzione filosofica
[Vedi Cinema, Kierkegaard]

Il cinema scandinavo, soprattutto danese e svedese, deve molto al pensiero di Kierkegaard. Egli è stato tra i pensatori più conosciuti e celebrati dal Nord, divenendo una vera e propria icona della filosofia e della letteratura e uno stimolo per lo sviluppo cinematografico in toto.
Una delle ragioni di tale successo, può essere individuata nell’uso, spasmodico e costante, della metafora, della maschera, che assottiglia la distanza tra il vero storico e il falso cinematografico. In questo senso, il pensiero del filosofo danese, ha esercitato un grande fascino sul cinema scandinavo, per la semplicità delle espressioni formali e, contemporaneamente, per la ricchezza di suggestioni religiose ed esistenziali che è stato in grado di diffondere con ampiezza di particolari. In questo senso, fare i conti con Kierkegaard è apparso a molti registi, soprattutto nordici, un passaggio obbligato per fare tappa nella coscienza inquieta di personaggi le cui suggestioni vagano come ombre sui contorni di ritratti di vite quotidiane.
Si sceglie qui di seguire il filo di tre film di tre diversi registi che, ognuno in maniera personale, hanno rivissuto il rapporto con Kierkegaard. I tre film di cui proponiamo una scheda sono particolarmente significativi se posti in relazione alla presentazione del pensiero kierkegaardiano: essi non solo assumono la funzione di ‘collocare’, simbolicamente e idealmente, contesti di pensiero non lontani dal mondo kierkegaardiano, ma possono suscitare emotivamente la riflessione verso temi filosofici, più volte presenti nel patrimonio filosofico occidentale, quali il rapporto tra ragione e fede, tra vita e morte, tra pathos e scelta.