Il Giardino dei Pensieri
Archivio del Forum Internazionale sulla Didattica della Filosofia
Marzo 2001

Enzo Ruffaldi
L’informatica e l’insegnamento della filosofia

A partire dal 1997 il Ministero della Pubblica Istruzione italiano ha avviato un piano per l'uso didattico delle nuove tecnologie. Sono stati stanziati molti fondi e la maggior parte delle scuole ha un laboratorio di informatica e una connessione a Internet. In Italia è di conseguenza molto viva la discussione sull'utilizzazione didattica delle nuove tecnologie.

L'uso di Internet nella didattica, e in particolare in quella della filosofia, può essere affrontato sotto diversi aspetti:

  1. uso delle risorse disponibili per la documentazione e la ricerca
  2. utilizzazione delle nuove possibilità di comunicazione consentite da Internet
  3. struttura ipertestuale di Internet e uso della scrittura ipertestuale nella didattica.

 

Le risorse disponibili

In Italia esistono attualmente tre importanti siti dedicati all'insegnamento della filosofia, insieme a molti altri di minore rilievo:

a. Il Giardino dei Pensieri

Mario De Pasquale e Mario Trombino, tra i nomi più noti per la ricerca nella didattica della filosofia in Italia, hanno dato vita a un sito ricco di interesse, "Il Giardino dei Pensieri" (www.ilgiardinodeipensieri.com). La finalità principale del sito è di legare strettamente la riflessione teorica e filosofica sulla didattica (Didattica teorica) alle proposte di lavoro in classe (Didattica pratica), congiungendo strettamente ricerca e insegnamento. Nella sezione dedicata alla Didattica teorica sono disponibili per il download interi volumi, alcuni dei quali pubblicati anche a stampa, tra i quali segnaliamo in particolare Didattica della filosofia. La funzione egoica del filosofare, di Mario De Pasquale, e Apprendere a filosofare nelle scuole Superiori di oggi, a cura di Michel Tozzi.

Nel sito ha particolare rilievo la sezione dedicata agli Esercizi, una coerente e completa proposta di lavoro sui testi, ricca di suggerimenti per attività da svolgere in classe. Sviluppando una ricerca alla quale lavora da tempo, Trombino propone una organica classificazione degli esercizi di filosofia, indicandone di volta in volta finalità, condizioni e modalità di svolgimento.

Il Giardino dei Pensieri è un importante sito di riferimento anche per corsi a distanza per la formazione degli insegnanti.

 

b. Il sito della Società Filosofica Italiana (SFI)

La Società Filosofica Italiana (SFI), associazione fondata nel lontano 1902, riunisce sia insegnanti di scuola superiore che docenti universitari. Questa vocazione insieme scientifica e didattica è ben visibile nelle pagine del sito (www.sfi.it) e ne costituisce l'aspetto caratterizzante.

Le pagine più ricche di materiale e più interessanti per l'insegnamento sono la rivista elettronica "Comunicazione filosofica" e l'Archivio della SFI. La prima, diretta da Mario De Pasquale, si avvale della collaborazione di studiosi di primo piano e non solo italiani. Ognuno dei numeri arretrati, compresso in un unico file, può essere liberamente prelevato.

L'Archivio corrente della SFI, raccoglie tutte le pubblicazioni della SFI, dal Bollettino agli atti dei convegni, ecc. Sono disponibili in particolare tutti gli articoli, in versione completa, delle ultime annate del Bollettino della Società Filosofica Italiana, la rivista ufficiale dell'Associazione.

Tra gli Atti dei convegni, segnaliamo in particolare quelli del Convegno italo-ispano-portoghese, tenutosi a Reggio Emilia, sull'insegnamento della filosofia in questi tre Paesi.

 

c. Il Servizio Web Italiano per la Filosofia (SWIF)

Lo Swif (www.swif.uniba.it/lei) è nato per iniziativa del prof. Mauro Di Giandomenico, dell'Università di Bari, e di Luciano Floridi, ricercatore a Oxford e tra i primi a richiamare in Italia l'attenzione dei filosofi sulle potenzialità di Internet.

I diversi ambiti della filosofia (Estetica, Logica, Filosofia della scienza, Filosofia politica, ecc.) sono trattati da una serie di Quaderni, ognuno dei quali offre una rassegna ragionata delle risorse disponibili in Internet, dei convegni, delle iniziative e delle ricerche in corso, ecc.

Sotto la voce Strumenti sono proposte rassegne bibliografiche, sia generali sia dedicate in particolare alla didattica, dizionari e enciclopedie disponibili in Internet, software per la filosofia, ecc.

Tra i Servizi segnaliamo in particolare la Rassegna stampa, che raccoglie tutti gli articoli di interesse filosofico pubblicati sui maggiori quotidiani italiani; la sezione Università, con informazioni aggiornate sui corsi di filosofia e delle discipline affini; la rubrica dedicata alla Scuola, che si occupa in modo specifico dell'insegnamento medio.

Lo Swif si propone come importante punto di riferimento informativo, ma anche come spazio di dibattito, sia per la ricerca filosofica, sia per la didattica della disciplina.

 

A che cosa serve Internet?

I siti che abbiamo presentato sono prevalentemente orientati alla didattica, quindi interessano soprattutto gli insegnanti, offrendo strumenti di aggiornamento, di dibattito in rete, di scambio di esperienze. Costituiscono però, in particolare lo Swif, una buona base di partenza per l'esplorazione guidata della rete alla ricerca di risorse filosofiche. Quali sono le possibili utilizzazioni didattiche di tali risorse?

È possibile immaginare molti usi di Internet nella didattica.

- Per la documentazione e la ricerca
Internet è molto ampia e può essere dispersiva. È necessario quindi insegnare a fare ricerca, sia circoscrivendo con precisione l'argomento, sia usando nel modo opportuno gli operatori booleani. Ciò consente di definire abilità metodologiche trasferibili ad altri ambiti, contribuendo alla definizione della capacità di costruire il proprio sapere in modo critico e consapevole.

- Per la comunicazione e la collaborazione
Internet, mediante le liste di discussione (e-lists) e i gruppi di discussione (newsgroups) consente agli studenti di inserirsi nel dibattito attuale su temi specifici, allargando l'orizzonte dell'apprendimento scolastico per confrontarsi con altri studenti o con studiosi della materia. Inoltre la posta elettronica (e-mail) può essere usata per collaborazioni tra scuole, per sviluppare ricerche in comune, per lavorare insieme su un argomento scambiandosi la documentazione raccolta.

- Per conoscere il dibattito mondiale
Gli argomenti o i filosofi studiati a scuola possono essere cercati in Internet, per vedere quali e per quali aspetti sono ancora attuali, per capire quali problemi sono maggiormente discussi nei diversi Paesi, e come vengono affrontati.

- Per attualizzare l'insegnamento
Attraverso Internet lo studente può approfondire alcuni temi di attualità (ad esempio la bioetica) e trovare le interpretazioni più recenti a proposito dei temi e degli autori studiati a scuola. In questo modo lo studio della filosofia risulta maggiormente motivato e interessante.

 

La valenza filosofica di Internet

Al di là dell'impiego didattico di Internet, comunque interessante, qui ci interessa piuttosto esaminarne la valenza filosofica. La possibilità di disporre a scuola o a casa di un patrimonio vastissimo di informazioni, di comunicare in tempo reale con persone fisicamente molto lontane, collaborando con loro come se fossero nella stanza accanto, di "vedere" letteralmente, attraverso le centinaia di webcam sparse ovunque, i più sperduti angoli del globo, non potrà non avere conseguenze profonde sul pensiero, sulle categorie mentali, sulla percezione dello spazio e del tempo. Come è avvenuto al tempo della rivoluzione della stampa, e forse in misura più evidente, Internet cambierà probabilmente la stessa struttura mentale, determinando nuove abilità e segnando il superamento di altre.

Ad esempio, nell'apprendimento tradizionale il problema maggiore era reperire informazioni; adesso, invece, le informazioni sono spesso sovrabbondanti e il problema principale è selezionarle. O ancora, se in passato ci si poteva in una certa misura "fidare" dei libri (o almeno si credeva di poterlo fare), perché rappresentavano comunque una fonte autorevole, adesso lo spirito critico, la capacità di decidere se una fonte è affidabile o no, sta ormai diventando un'abilità di importanza fondamentale. Ma, più in generale, lo spazio non si misura più un termini di distanze ma di connessioni possibili, il tempo è sempre meno successione e sempre più simultaneità, nel pensiero vengono poste in secondo piano i procedimenti logico-deduttivi e privilegiate l'intuizione e la creatività.

I nuovi media premiano la capacità di collaborazione, l'elaborazione collettiva dei progetti e del sapere, l'abilità nel costruire "reti" di relazioni e di contatti. In questo senso il nuovo sapere è "reticolare". Ma il nuovo sapere è "reticolare" anche in un altro senso: Internet è un grande ipertesto dove, attraverso i links, ogni informazione rinvia ad un'altra, a volte simile, spesso di diverso tipo. Il sapere risulta così sempre maggiormente interdisciplinare, interconnesso, supera le barriere specialistiche e mette in risalto soprattutto i punti di contatto.

Non si vuole dire che ciò sia un bene o un male. Probabilmente si guadagna in vastità e flessibilità ma si perde in profondità e in capacità di riflessione. Ci sono dei pericoli da non sottovalutare. Ma in ogni caso le cose stanno così. La scuola deve allora farsi carico della nuova situazione, non per accettarla passivamente, ma per dare agli studenti gli strumenti mentali e critici per affrontarla, senza divinizzarla come a volte sembrano fare Negroponte o Lévy, ma senza neppure demonizzarla: semplicemente per comprenderla e imparare a gestirla.

Introdurre Internet nella didattica serve anche – forse soprattutto – per sviluppare negli studenti una coscienza critica del suo uso e dei cambiamenti che inevitabilmente determina nelle nostre stesse menti.

 

Gli ipertesti

- La scrittura ipertestuale

Quando si parla di uso didattico degli ipertesti non ci si riferisce tanto alla "lettura" di quelli esistenti – su CD-Rom o su Internet – ma alla produzione di essi da parte degli studenti, o, più in generale, all'apprendimento della scrittura ipertestuale, che ha caratteristiche diverse da quella sequenziale e dunque deve essere trattata in modo specifico nella didattica. Le caratteristiche di questo mezzo espressivo ne fanno uno strumento interessante anche per la didattica della filosofia.

Fare un ipertesto richiede una serie di passaggi e di operazioni che sviluppano un metodo critico di rielaborazione dei dati.

È necessario prima di tutto individuare i concetti principali e organizzarli in una struttura reticolare, in una mappa concettuale che ne metta in luce le relazioni reciproche.

Il contenuto deve poi essere organizzato secondo una struttura gerarchica, a livelli: dagli aspetti generali alle analisi più dettagliate, secondo strutture ad albero correlate tra di sé.

Per fare un ipertesto occorre anche pensare l'argomento da più punti di vista, perché è necessario prevedere che chi lo userà possa seguire percorsi diversi.

È anche necessario progettare gli strumenti per la navigazione (links, menu, ecc.) che sono altrettanti operatori logici.

Infine, un ipertesto è una struttura aperta (e deve essere progettato come tale), alla quale più persone possano dare il proprio contributo, anche in momenti successivi.

 

- Fare ipertesti richiede/sviluppa abilità di tipo filosofico.

Scrivere un ipertesto richiede abilità diverse rispetto alla scrittura di testi sequenziali. Possiamo dire che richiede un diverso modo di pensare. Secondo Antonio Calvani l'ipertesto corrisponde al pensiero "naturale", che procede per salti, per immagini e per connessioni piuttosto che per sviluppo lineare e sequenziale. Secondo questa tesi, l'invenzione e la diffusione della stampa hanno determinato una trasformazione graduale del pensiero. La pagina scritta, il libro, non potevano riprodurre la dinamicità e la fluidità del pensiero. Dovevano seguire un percorso lineare, dalla prima pagina all'ultima, paragrafo dopo paragrafo e capitolo dopo capitolo. La necessità di presentare in questa forma le proprie idee, e l'abitudine a seguire in questo modo i ragionamenti altrui, hanno prodotto nel tempo un adattamento, per cui il pensiero lineare, un passo dopo l'altro, è stato privilegiato rispetto a quello fluido e, probabilmente, più creativo.

Se ascoltiamo un termine significativo, ad esempio "amicizia" o "amore", ma anche "pane", "auto", "città", ecc., nella nostra mente sorgono associazioni, immagini, ricordi di esperienze, tutta una serie di rappresentazioni variamente connessi con il termine e che lo connotano. In un libro, lo stesso termine sarà al più accompagnato da una definizione o da una nota. In un ipertesto possiamo recuperare in parte la ricchezze del pensiero, associare a un termine immagini, testi, approfondimenti, collegarlo con altri simili o ai quali è in qualche modo associato.

Il prezzo che si paga, in un ipertesto, è il pericolo della dispersività, della confusione. Ma la scrittura ipertestuale ha gli strumenti per evitare questi rischi, come abbiamo visto: schemi o mappe concettuali che diano ordine, una strutturazione a livelli che renda immediatamente evidenti gli aspetti importanti da quelli collaterali o dagli approfondimenti. Imparare la sintassi della scrittura ipertestuale può voler dire imparare nuove strategie di pensiero, ed ha perciò una valenza formativa e anche, in senso proprio, filosofica.