Studi di didattica teorica della filosofia
M. De Pasquale, A. Gentile, F. Maurino, R. Ruggiero
Insegnare e apprendere a fare esperienza di filosofia in classe

Cap. 1.
La ricerca teorica ed empirica in didattica della filosofia: promuovere la circolazione di idee ed esperienze

Molte delle riflessioni e delle esperienze descritte in questo opuscolo hanno preso forma all'interno di prassi didattiche innovative di insegnamento della filosofia, ispirate ai nuovi "programmi Brocca" elaborati per la nuova Secondaria Supeirore. I principi ispiratori, le finalità, gli obiettivi, le linee metodologiche dei "Programmi Brocca" di filosofia hanno costituito una grande occasione di rinnovamento dell'insegnamento della filosofia nel nostro paese, hanno suscitato ricerche teoriche, sprimentazioni didattiche, hanno alimentato dibattiti.

Oggi in Italia molti docenti sono impegnati in una riflessione consapevole sulla prassi educativa, in una ricerca teorica sulla didattica della filosofia.Bisogna riscoprire la nostra prassi educativa anche come qualificata fonte di informazione per la costruzione di un sapere sulla nostra professionalità. La nostra professionalità si costruisce non soltanto attraverso la preparazione culturale e l'acquisizione di astratte competenze per l'insegnamento. E' necessario, per innalzare la qualità del nostro insegnamento, conoscere modelli di apprendimento,teorie cognitive,teorie psicologiche,modelli di intervento didattico,tecniche e metodologie varie, ma certamente non è sufficiente. Non solo perchè in ogni insegnamento si richiede una curvatura e un'applicazione peculiari di quei modelli secondo le specificità culturali,logico-epistemologiche, delle singole discipline.Ma soprattutto perchè nessun modello astratto può mai dirci come insegnare, come gestire al meglio le variabili del nostro insegnamento.

Questa esperienza mi ha rinforzato nell'idea che non esistono ricettari pronti all'uso, che non è possibile tradurre tecnicamente modelli astratti, che le competenze,le conoscenze possono essere tradotte programmaticamente in strategie didattiche, in curricoli, in metodologie e procedure tecniche soltanto se sviluppano capacità teoriche di valutazione e di intepretazione dei problemi, con una continua riflessione sull'azione didattica,sugli effetti,sui risultati delle nostre scelte,realizzando un continuo confronto tra teoria ed esperienza. Solo questo ci consente poi di scegliere tra una molteplicità di opportunità culturali e metodologiche nella progettazione e nella gestione dell'attività didattica, con flessibilità e con modularità, con "stile sperimentale", con spirito di ricerca e con continua disponibilità al cambiamento, senza dogmatismi e senza rigidità, data la complessità delle variabili dell'insegnamento.

Tra l'altro, la scelta di insegnare dentro ad una logica della programmazione, la necessità di abbandonare le utopie enciclopediche e totalizzanti per quanto riguarda i contenuti, la necessità di costruzione di percorsi , la centralità delle operazioni sui testi e della comunicazione in classe, il tentativo di rinnovare le forme e le tipologie della valutazione, hanno facilitato un processo di superamento parziale dell'isolamento didattico in molte scuole. Questo è avvenuto sia per scelta motivata sia per necessità

Devo dire, anzi,che forse uno dei risultati più confortanti dell'esperienza fatta con i miei colleghi è consistito proprio nel modo con cui abbiamo tentato di interpretare il nostro ruolo di docenti di filosofia. La collaborazione, la comunicazione e il continuo confronto instauratisi tra docenti, nel progettare,nel riflettere sul lavoro quotidiano,sulle cose buone e sugli errori, sulle "trappole" disseminate dai nostri "vissuti" emotivi, nell'elaborare i risultati e nel constatare i fallimenti parziali, hanno costituito per noi un effettivo superamento dello stile dell'isolamento didattico.Abbiamo imparato a scavare anche dentro i nostri modelli impliciti di insegnamento, dentro le nostre resistenze e le nostre incapacità, a rinforzare lo sviluppo di un atteggiamento di ricerca, facendo tesoro di una sorta di riflessione teorica che maturava in modo "distribuito" tra di noi:la comunicazione tra di noi ci ha consentito di "decentrarci" rispetto alle nostre abitudini e di conoscerci meglio, un modo di lavorare che faceva tesoro dei pregi e dei difetti dei singoli.