Il Giardino dei Pensieri
Didattica e pratica filosofica.
Una proposta di classificazione dei metodi

Scheda n. 5.7 / Creatività
Definire le regole

Descrizione
Tipo 1: Definire le regole di un compito

Agli studenti viene chiesto di formulare - sulla base di indicazioni fissate dal professore - il titolo dell'esercizio da svolgere, definendo le regole per lo svolgimento.
Tipo 2: Definire le regole di un lavoro collettivo
Agli studenti viene chiesto di formulare - sulla base di indicazioni fissate dal professore - le regole per un lavoro di gruppo, o per un dibattito, o per un'iniziativa collettiva di studio, di ricerca, e così via.

Regole
E' forse strano che in un tipo di esercizio in cui agli studenti si chiede di definire le regole si debba al contempo dar loro delle indicazioni. Eppure le regole non sono il prodotto della libera fantasia, ma forme che orientano il pensiero e l'azione nella soluzione di problemi. Sono strumenti perché la libertà sia compatibile con il mondo dei problemi reali, e quindi sia essa stessa reale. Ai giovani vanno quindi indicati almeno i problemi da risolvere, i temi da trattare (con limiti più e meno ampi), gli obiettivi da raggiungere.

Correzione e valutazione
In sede di correzione è essenziale verificare che il titolo proposto, o le regole fissate, siano
a) coerenti con quanto richiesto dal professore;
b) siano compatibili con i problemi e i limiti posti;
c) che l'esercizio che ne segue sia coerente con il titolo o le regole proposte.
La valutazione è preferibile nasca da un esame a due voci sul lavoro svolto.

Quando usare
Questo esercizio filosofico è tra i più complessi, a dispetto della sua apparente semplicità. Le regole, infatti, che lo studente pone a se stesso (o che gli studenti si pongono in comune) devono essere studiate in modo da permettere la soluzione dei problemi posti, da stare entro i confini stabiliti, da consentire che le finalità siano raggiunte. Il che è tutt'altro che semplice.
L'esercizio va quindi assegnato quando si desidera che gli studenti acquisiscano il senso della difficoltà della definizione delle regole e riflettano creativamente sugli strumenti necessari a superare le difficoltà.
E' un esercizio utile a dare dimensioni concrete alla libertà, al suo esercizio e ai suoi limiti, al modo di superarli.
E' utile assegnare esercizi di questi due tipi, poi, quando si desidera elevare la coscienza degli studenti sul lavoro del professore, sui suoi strumenti di lavoro, sulle finalità che si propone, sulle difficoltà che incontra. E' chiaro infatti che con questi esercizi agli studenti viene chiesto, in pratica, di sostituirsi per un momento al professore. Da questo punto di vista può essere utile che, tra le indicazioni, vi sia anche questa, che lo studente rifletta sulle facoltà, sulle abilità, sulle competenze, e così via, necessarie per svolgere il compito di cui essi stessi hanno scritto titolo e regole. Non a caso questo tipo di esercizi è tipico dei corsi per la formazione degli insegnanti.

Varianti
- L'esercizio può essere svolto nella forma del dialogo guidato dal professore (vedi la scheda 4.3).
- Una variante può essere in alcuni casi, l'esercizio inverso. Se uno studente non ha svolto il compito assegnatogli secondo le indicazioni del titolo, il professore gli chiede di scrivere il titolo che effettivamente corrisponde al lavoro svolto. Lo studente è così costretto ad una analisi accurata del suo lavoro.

Nota
Si veda N. Grataloup, La lingua al lavoro, il pensiero al lavoro, in particolare il paragrafo 5, "Ogni uomo vuole essere il soggetto delle proprie norme"