Il Giardino dei Pensieri
Didattica e pratica filosofica.
Una proposta di classificazione dei metodi

Scheda n. 5.1 / Creatività
La lettera

Descrizione
Gli studenti sono invitati a scrivere una "lettera impossibile" ad un filosofo del passato, nella quale discutono le sue idee alla luce della loro esperienza, delle loro conoscenze della filosofia precedente nonché delle esigenze del mondo in cui viviamo. (Naturalmente nulla vieta di scrivere una "lettera possibile" ad un filosofo di oggi).

Regole
La lettera è un vero e proprio genere letterario. Le possibilità che questo tipo di esercizio offre sono quindi molto ampie. Il professore deve fissare con cura il tipo di lettera da scrivere.
- Lo stile: chi scrive può farlo a titolo personale - e quindi con lo stile che desidera: serio, ironico, con o senza narrazioni e linguaggio figurato, e così via - oppure calandosi in una certa realtà storica o in una certa identità; usando il linguaggio quotidiano oppure quello della filosofia di una certa epoca; con o senza citazioni testuali. Il professore può fissare o meno questi parametri nel titolo dell'esercizio.
- Il metodo: la ricerca filosofica ha a propria disposizione diversi metodi; lo studente può essere lasciato libero di scegliere oppure può essere invitato a far uso di un determinato metodo.
- Il tema: il professore può fissare in modo rigido i confini oppure può lasciare libero lo studente di sviluppare un tema o un altro (naturalmente entro la cornice determinata dal testo del filosofo a cui si indirizza la lettera oppure - se non si è letto un testo - da una sua teoria, ben identificata dal titolo proposto).
Se le possibilità sono molte, c'è però una cosa che certamente lo studente non deve fare: non gli è lecito non argomentare. Quanto afferma, deve essere rigorosamente costruito su qualcosa: fatti, esperienze, argomentazioni teoriche, teorie filosofiche o altro (e possibilmente secondo un metodo filosofico rigoroso, o almeno nel rispetto di alcuni princìpi di metodo pre-fissati dal professore o dallo studente stesso). Ma nulla può essere detto gratuitamente (attenzione però ai ragazzi molto bravi perché possono venire felici sorprese su questo punto: non abbiamo forse esperienza nella letteratura filosofica della "gratuità" come forma di argomentazione?).

Correzione e valutazione
La cosa fondamentale è che le tesi dello studente siano espresse con chiarezza e ben argomentate (lo stile è da valutare, naturalmente, in rapporto ai parametri che il professore ha fissato, se li ha fissati).
Tanto per il giudizio quanto per il voto, se si decide di attribuirlo, oltre ai parametri generali si deve tenere conto dei seguenti fattori:
- la lettera deve rispondere in modo preciso e con buone argomentazioni alle tesi del filosofo; la precisione analitica va messa in valore;
- lo stile deve essere in rapporto alla efficacia delle argomentazioni.

Quando usare
Questo tipo di esercizio chiude un ciclo e può richiamare molto materiale studiato nel passato. E' uno strumento utile
- alla riflessione personale rigorosa, nello stile adatto alla personalità di ciascuno studente;
- alla attualizzazione delle idee filosofiche e dei suoi metodi di ricerca;
- al ripasso ed all'uso di parti della storia della filosofia precedentemente studiate (anche molto precedentemente: la teoria platonica dell'amore può essere richiamata in una lettera al giovane Hegel o a Schopenhauer o a Kierkegaard o a Sartre, o ai tanti che negli ultimi secoli hanno trattato il tema dell'amore).
Queste note sono identiche a quelle di altri tipi di esercizi creativi, perchè la differenza tra loro è la forma in cui la creatività si esprime, ma eguali sono i princìpi di metodo. Tuttavia si tratta di esercizi non facilmente intercambiabili, perché la forma non è poco in didattica. L'esercizio-lettera va proposto quando il filosofo ha scritto qualcosa che richiama in modo naturale la possibilità di scrivergli una lettera.
Come ricordato nella Introduzione, si tratta di esercizi che vanno usati raramente.

Varianti
Ne propongo solo alcune per indicare le possibilità che questo tipo di esercizio offre. Esemplifico come nella premessa, e cioè con una "Lettera ad Epicuro sulla felicità":
- Epicuro (cioè il professore o altri studenti della stessa, o meglio di un'altra, classe) risponde (nel titolo precisare se, e in che modo, utilizzare i testi originali);
- Aristotele scrive ad Epicuro, Lucrezio risponde a suo nome (tra le regole, indicare in questo caso la citazione di testi, se studiati, e la forma in cui citare);
- la lettera è scritta con idee e stile di oggi, oppure è costruita come un insieme di citazioni di questo o quel filosofo, citazioni che possono essere usate per costruire una lettera ad Epicuro.
Ovviamente le lettere possono essere raccolte e poste in connessione a formare un piccolo volume, possono trasformarsi in dialoghi sotto forma di pezzo teatrale. Ne possono nascere attività molto diverse da quelle del semplice esercizio scolastico. Per esempio, una lettera o una raccolta possono diventare la base per una discussione in classe o tra classi secondo i modelli offerti dagli esercizi di dibattito. Se su temi politici (ad esempio: scrivere a Locke sulla tolleranza), possono legarsi all'attualità, e così via. Mentre scrivo queste pagine apprendo dai giornali la notizia della morte di Popper: le ultime critiche alla televisione del Popper novantaduenne sono una buona occasione per una "lettera tra generazioni" (sull'idea di democrazia, sulla società aperta, e così via), perché Popper applica all'analisi della realtà sociale e politica complesse idee filosofiche e lo studente - al suo livello - può fare altrettanto.

Nota
Naturalmente invitare gli studenti a scrivere una lettera è un espediente formale per dare vivacità ad un processo di riflessione che può essere espresso in modi completamente differenti. E' un problema di forma proporre una lettera o un dialogo o una analisi testuale (se si richiede intervento critico) o altro. Ma la forma in didattica può fare la differenza.