Il Giardino dei Pensieri
Didattica e pratica filosofica.
Una proposta di classificazione dei metodi

Scheda n. 4.3/ Dibattiti
Dialogo insegna
nte-studenti

Descrizione
Il professore dialoga con gli studenti su un tema filosofico: pone domande, sottolinea le contraddizioni che emergono dagli interventi degli studenti o dall'esame dell'esperienza, pone in luce i problemi, sollecita l'uso degli strumenti a disposizione degli studenti per tentare una soluzione, chiede esempi e metafore e ne discute. Non dà mai soluzioni, ma propone filoni di ricerca.

Regole
Non è un dialogo tra studenti, ma tra il professore e gli studenti.
E' subito da precisare che si tratta di un esercizio che richiede al professore una competenza professionale notevole ed esperienza di insegnamento.
Si fonda sul presupposto che i giovani abbiano sufficiente maturità, spirito critico ed esperienza per vedere i problemi là dove sono, se vengono posti in luce. La parte attiva riservata ai giovani è notevole e l'esercizio fallisce se il professore non li lascia parlare (l'ideale è guidare il dibattito con brevi domande calibrate).
Mai dire ad un giovane: "Questo è sbagliato perché...". Si deve riuscire a fare in modo che si accorga da solo del suo errore - o sia indotto dai compagni a farlo - e sia stimolato a cercare una risposta.
Il punto di partenza deve essere l'esperienza dei giovani (e solo questa: non quella degli adulti) e le conoscenze filosofiche già acquisite.
E' necessario essere prudenti nel far emergere i problemi perché questo può a volte generare angoscia. Il dialogo deve sempre chiudersi con note positive, speranze di soluzione, deve stimolare il gusto della ricerca, non l'ansia di fronte al problema irrisolvibile.
Questo tipo di esercizio spiazza i giovani. Crea attese e tanta confusione (sulla soluzione dei problemi), ma allo stesso tempo - se ben condotto - tanta chiarezza (sulla impostazione dei problemi).

Correzione e valutazione
Per ovvie ragioni l'esercizio non può dar luogo né a correzioni né a valutazioni sui singoli. Soltanto la riuscita o meno dell'esercizio nel suo complesso può essere valutata. Dare un voto sarebbe poi didatticamente controproducente perché l'effetto di confusione qui è del tutto legittimo e lo studente deve essere lasciato libero nella sua ricerca guidata.
E' da tener presente che questo tipo di attività è preparatoria a qualcos'altro, ed è finalizzato ad ulteriori lavori.

Quando usare
L'esercizio fa leva sulle domande che un adoscente pone a se stesso, le pone in luce e le ordina ma non le inventa (e non fornisce alcuna soluzione). E' utile soprattutto per dare agli studenti
a) la dimensione concreta di un problema filosofico (di cui si studia subito dopo una ricerca del passato che ha portato ad una determinata soluzione, mentre il problema rimane aperto anche oggi) e avviare così allo studio di un certo autore;
b) il modello di un metodo di indagine fondato sulla dialettica, nel senso platonico del termine.
L'esercizio va quindi usato come strumento di preparazione ad affrontare i problemi della filosofia e come esercizio (ad esempio) di metodo. Da un punto di vista professionale, il professore non deve mai dimenticare che si propone qui come modello, e dunque che gli studenti stanno imparando per imitazione. Da qui la notevole complessità tecnica nella gestione del dialogo.
L'esercizio, inoltre, può essere usato a completamento di altre forme di lavoro, ad esempio quelle descritte nella scheda n. 6.1, soprattutto nella variante c.

Varianti
Nella forma proposta l'esercizio è destoricizzato. Ma in una sua variante si può storicizzare. Per esempio far emergere il problema della giustizia seguendo (senza dirlo) la Repubblica platonica o l'amore seguendo il Convito. O la ricerca di un fondamento per la conoscenza seguendo la prima delle Meditazioni cartesiane. Nelle successive lezioni si leggono i testi. Benché sia molto difficile condurre dibattiti di questo tipo, il successo è assicurato in determinati passaggi: per esempio ponendo il problema della realtà e del sogno come fa Cartesio.
In una sua variante, questo esercizio può essere utilizzato come test d'ingresso.