Il Giardino dei
Pensieri
Didattica
e pratica filosofica. Una proposta di classificazione
dei metodi
Scheda 1.3 / Prove d'ingresso
Prova
dialogata come guida ai problemi e ai metodi della ricerca filosofica
Descrizione
Nel corso della prima lezione il professore dialoga con gli studenti, ponendo loro
situazioni di analizzare, facendoli cadere in contraddizione, guidando la ricerca
attraverso sollecitazioni e domande, senza mai dare risposte (limitandosi ad indicare
piste di ricerca).
Regole
Si tratta di una classica lezione di avvio di un corso di filosofia, che mette subito
gli studenti di fronte ai problemi, alla ricerca e al metodo del dialogo per condurla. In
questo modo viene fortemente stimolata la partecipazione e il lavoro in prima persona. Ma
gli studenti non ne hanno ancora le regole.
Già in questa prima lezione si daranno alcune regole, ma adesso l'obiettivo è
soprattutto quello di far esprimere gli studenti: bisogna quindi lavorare sulle loro
stesse affermazioni, problematizzandole, senza mai chiudere il discorso, ma anzi
stimolandolo. L'atteggiamento del professore deve essere quello del ricercatore e deve
dare la sensazione che si stia facendo un lavoro in comune. E' essenziale non assumere
atteggiamenti duri (nella forma), ma saper valorizzare sempre tutto, con fermezza ma allo
stesso tempo con modi incoraggianti.
L'esercizio parte dal presupposto che vi siano già molte idee filosofiche
embrionalmente presenti nella mente dei giovani, e soprattutto molti problemi aperti.
Quando usare
L'esercizio è davvero una prova d'ingresso perché permette al professore di:
a) apprendere quale idea di filosofia gli studenti hanno prima di iniziarne lo studio;
b) apprendere se sanno già dialogare in comune e quali capacità hanno di
argomentazione e di riflessione personale, nonché di esposizione.
Condurre un dibattito di questo tipo non è certo semplice, tenendo conto del fatto che
mentre si dialoga si deve riflettere sugli studenti, li si deve osservare molto -
soprattutto i dettagli, spesso rivelatori - tenendo presente che ciascuno tende a dare
un'immagine di sé per farsi conoscere (non sta facendo la stessa cosa il professore?).
Tuttavia è assai utile perché dà rapidamente molte informazione e imposta in una
precisa direzione il lavoro scolastico.
Ovviamente va usato quando sarà questa la direzione (o una delle direzioni) che
prenderà il successivo lavoro scolastico.
Si tratta, è il caso di segnalarlo, di una lezione molto faticosa per il professore.
Richiede inoltre una certa predisposizione personale ed esperienza: un osservatore esterno
(che osservi insieme gli studenti e il professore) può essere utile.
Variante
In questo come in altri casi l'esercizio può essere svolto come analisi di un brano
filosofico opportunamente selezionato, o di un racconto o di un qualsiasi brano che ponga
problemi filosofici per un pubblico che non sa di filosofia. Anzi, ancorare il discorso ad
un testo può rendere più facile condurre il dialogo e dà agli studenti un senso di
maggiore concretezza (può, però, essere un metodo un po' meno originale agli occhi dei
giovani, che in assenza di esperienza in filosofia rischiano di assimilarlo ai metodi
usati in altre materie).
Se l'esercizio è assegnato in anni posteriori al primo, si veda quanto detto nella
scheda n. 1.1.
Note
- Questo esercizio è, in sé, una variante del dibattito proposto alla scheda n. 4.3, alla quale è bene rimandare per le regole
da seguire.
Vale anche per questa prova d'ingresso quanto detto nella variante 2 della scheda 1.1 a proposito dei linguaggi non verbali. In
questo caso ad utilizzare elementi grafici potrebbe essere lo stesso professore alla
lavagna (cosa del resto assai abituale).
- Anche in questo caso, come per la scheda 1.2, vale il riferimento
al saggio di AA. VV., Apprendere a filosofare nelle scuole superiori di oggi,
a cura di M. Tozzi, cap. 4, La
manifestazione delle rappresentazioni e il loro trattamento didattico. Gli
esercizi qui proposti possono essere adattati come varianti di questa tipologia di prova
d'ingresso.