Il Giardino dei Pensieri - Studi di storia della Filosofia
Dice
mbre 2008  

Cinema e filosofia
Ordet
-La Parola
di Carl Theodor Dreyer
[Vedi Cinema, Kierkegaard]

Danimarca, 1955, 126 min
con Henrik Malberg, Preben Lerdorff Rye, Emil Hass Christensen, Cay Kristiansen, Birgitte Federspiel, Sylvia Eckhausen, Ann Elisabeth Rud, Gerda Nielsen, Ejner Federspiel, Hanne Agesen

 

 

 

 

 

 

Adattamento dall’omonima opera teatrale del pastore Kaj Munk, ucciso dai nazisti durante l’occupazione tedesca della Danimarca. Vincitore del Leone d’Oro nel 1955 e del Golden Globe nel 1956, Ordet può essere a buon diritto considerato come uno dei capolavori della storia del cinema. È il penultimo lungometraggio di Dreyer (l’ultimo, prima della sua morte, sarà Gertrud del 1964).

Il regista
Carl Theodor Dreyer, regista enigmatico, di non immediata accessibilità eppure dai toni impercettibilmente "familiari", nacque a Copenhagen nel 1889 e morì nel 1968. Adottato, dopo la morte della madre, da una famiglia luterana, visse un’infanzia infelice. Si dedicò al giornalismo e poi al cinema, come montatore, soggettista e redattore di didascalie. È stata regista di altri celebri film come Dies irae e La passione di Giovanna d’Arco. Carl Theodor Dreyer fu uno dei registi più fortemente influenzati dal pensiero kierkegaardiano.

La trama
Morten Borgen, un anziano proprietario di una fattoria, vive un profondo dissidio religioso legato ai suoi tre figli: Mikkel, ateo; Johannes, studente di teologia e acuto lettore di Kierkegaard; Anders che vorrebbe sposare Anna, figlia del sarto, sostenitore di una confessione ostile al padre. In un crescendo di tensione religiosa, in cui si percepisce la sottile filigrana della fede, tra assenza e ricerca mistica, si svolge il dramma della famiglia che troverà un finale sorprendente, in cui è lo spettatore medesimo a dover decidere quanto l’evento dipenda dalla fede oppure dalla ragione.
L’ambientazione della costa occidentale dello Jutland, essenziale e austera e priva di effetti speciali, conferisce solennità ad ogni personaggio, accentuandone i risvolti intimisti.
Da rilevare l’accusa che Borgen rivolge a Kierkegaard, colpevole di "aver rovinato" il figlio Johannes.

Nota
La scheda è proposta da Michela Dongu in abbinamento al file Kierkegaard. Una introduzione filosofica