Il Giardino dei Pensieri - Preprint
Luglio
2001

I "racconti" del Giardino dei Pensieri
Un discorso amoroso in frammenti
Racconto in forma di dialogo

 

La scena è essenziale: un uomo ed una donna su due sedie, seduti al contrario e con le braccia penzoloni. Sullo sfondo si intravede un basamento sul quale forse c’è qualcosa. Quando la scena sarà meglio illuminata, questo qualcosa si rivelerà essere lo Sguippy.

Uomo: Non mi piace quello che abbiamo fatto.

Donna: Ma va?

U: Non mi piace affatto.

D: Smettila ti dico!

U: Mi hai lasciato la bocca amara…

D: Poveretto… E perché mai?

U: Perché ho moglie e figli. E mi aspettano. Davanti al televisore.

D: Quando eri in calore, però, non ci pensavi.

U: (Con leggero sforzo della memoria) Esattamente undici minuti e quarantasette secondi fa…

D: L’ho notato anch’io che i nostri amplessi durano tanto. Sei un coniglio.

U: Sei la mia centoventisettesima amante. Lo sai.

D: Tu sei il centoquarantunesimo.

U: (Glaciale e con lo sguardo fisso rivolto verso il pubblico) Maledetto il mio professore di latino.

D: Perché?

U: (Nella postura precedente) Mi ha convinto che "adulto" e "adulterio" avevano la stessa radice.

D: E tu ci hai creduto?

U: (Mantenendo la stessa postura) Certo, mi conveniva.

D: Ti conveniva?

U: Avevo già incominciato a tradire… Priscilla.

D: Priscilla?

U: (Sempre nella stessa postura) Sì, Priscilla. Il mio primo amore. L’amavo, sai?

D: Ah sì? E allora perché la tradivi?

U: (Con un brusco scatto) Ma sono domande da farsi?

D: Mi sembra logico.

U: (Recuperando progressivamente la postura precedente) Ah, logico. Ascolta: un giorno chiedo ad un signore se aveva da accendere (-in questo momento una luce illumina lo sfondo e lo Sguippy è percepibile. Tale pupazzo di gommapiuma solleverà aritmicamente il cappello-) e quello mi risponde "non fumo".

D: E allora?

U: In questa storia c’è tutto il mistero dell’esistenza.

D: (Un po’ scocciata) Non riesco proprio a vederlo.

U: (Alzando un po’ lo sguardo verso l’alto con un sorriso volutamente ebete stampato sul volto) Cosa gli avevo chiesto io?

D: Se aveva da accendere.

U: Quindi io sono un fumatore. O sbaglio?

D: Non sbagli.

U: Un fumatore senza cerini. E’ contraddittorio questo?

D: No. Non è contraddittorio.

U: (Nella postura precedente) Quindi non c’è contraddizione se un non-fumatore ha i cerini. O sbaglio?

D: Non sbagli.

U: quindi quell’uomo rispondendomi "non fumo" mi ha semplicemente dato delle informazioni sulle sue abitudini. Ma a me che me ne frega? Volevo un cerino, io…(patetico).

D: (Con lo sguardo che si illumina) Hai proprio ragione. Quell’uomo era uno stolto.

U: (Rivolgendosi verso la donna con atteggiamento ammiccante) O un esibizionista…

D: Sì! Un esibizionista, un egoista, un vanaglorioso, un egocentrico!

U: (Glaciale e rivolto verso il pubblico) E invece no. Non era niente di tutto questo.

D: Ah, sì? E allora ,che cos’era?

U: (Disgustato) Era solo una persona normale, che vedeva le cose dal suo punto di vista, senza eccessive capacità d’astrazione.

D: U tu? Che hai fatto?

U: L’ho disprezzato e mi sono detto: come quello non vorrei mai esserci. Poi ho cominciato a tradire Priscilla, il mio primo amore. L’amavo, sai?

D: (Ironica) Poveretto. La logica ti è stata fatale. E Priscilla?

U: (Sempre nella postura precedente) Non si è mai ripresa. Ora è in un manicomio (-la scena ritorna quella iniziale, lo sfondo non è più illuminato e lo Sguippy non è percepibile-).

D: Comunque non mi piacciono i tuoi sensi di colpa. Sono ipocriti.

U: Ma se ieri li avevi tu.

D: Ma solo perché avevo dimenticato il rubinetto del bagno aperto.

U: Acqua calda o acqua fredda?

D: Fredda, fredda.

U: Lo sospettavo.

D: Guarda che un coniglio è meno frettoloso di te.

U: (Infastidito) Non ho mai troppo tempo per queste cose.

D: Davvero? E allora, perché lo facciamo?

U: Lo sai bene perché lo facciamo.

D: (Vagamente implorante) Dimmelo ancora.

U: Perché io sono un peccatore e tu una peccatrice.

D: (Apprestandosi ad un orgasmo straniato) Ch’è bello. Ancora.

U: Perché ci piace sfidare il giudizio della gente.

D: E’ molto bello, è molto bello.

U: Perché il sapore del peccato è forte ed aspro.

D: Che parole, che parole.

U: Perché i peccatori cavalcano la Storia.

D: Ah, la Storia, la Storia… (fattasi pensosa). Chi ha una storia, chi ha una storia…