Il Giardino dei
Pensieri
Didattica
e pratica filosofica. Una proposta di classificazione
dei metodi
6.
Il confronto tra testi
Introduzione
Questa classe di attività sui testi ha una sua identità ben definita, perché le operazioni
che richiede sono ben identificabili: si tratta di porre a confronto tra loro testi
filosofici. Tuttavia le abilità che mette in gioco non sono specifiche: possono piuttosto
essere descritte come una composizione delle abilità di analisi e delle
abilità creative.
Tra tutte le classi di esercizi che qui proponiamo, questa è una delle più
complete e delle più utili alla generalità degli studenti, perché permette di
approfondire progressivamente la lettura dei testi e di acquisire nel tempo strumenti
sempre più raffinati. Vengono infatti messe in valore abilità e metodi che possono
svilupparsi con una certa progressione.
La difficoltà di questo tipo di esercizi non è tanto in relazione con le capacità
individuali (perché, fissati determinati parametri, ciascuno si colloca ad un certo
livello, poi da quello cresce progressivamente se segue le regole definite dal
professore), quanto con la difficoltà dei testi. E' quindi possibile calibrare bene -
attraverso la selezione dei testi - la difficoltà degli esercizi assegnati e usare senza
particolari effetti negativi questa classe di esercizi, fatta salva la regola generale
sulla necessità di bilanciare la sequenza delle operazioni richieste agli studenti
alternando esercizi di vario tipo. Per questa ragione si tratta di esercizi utili anche ai
fini della valutazione, sia per l'attribuzione dei voti, sia per i confronti - di tipo
quantitativo - con altri studenti del presente e del passato.
Che cosa realisticamente ci si può aspettare da un uso sistematico di questa classe
di esercizi?
a) Un miglioramento delle capacità di analisi e di lettura attenta, e più
esattamente un approfondimento, un affinamento di queste capacità. Se ho compreso ad un
certo livello il concetto di legge di natura in Hobbes e in Montesquieu, il confronto tra
i rispettivi testi affina la mia comprensione perché mi costringe a distinguere su cosa
esattamente i due filosofi concordano e su cosa divergono. Perché sia possibile un
confronto, infatti, è necessaria l'esistenza di un terreno comune, che va identificato.
Per farlo, occorre uno sforzo di analisi, ma i testi stessi guidano l'analisi
perché non li capirò finché non avrò separato terreno comune e differenze. Occorre
quindi una lettura attenta.
b) Una abitudine alla precisione in filosofia. La semplice lettura dei testi
filosofici non necessariamente produce per tutti un aumento della precisione, per
diverse ragioni (è sufficiente, ad esempio, che la difficoltà del testo non sia ben
calibrata - o anche la sua dimensione o la noia che può generare nel lettore - per
ottenere un effetto di distacco dal testo, cui si accompagna una diminuzione nella
precisione). Il confronto, invece, costringe a prestare maggiore attenzione perché
costringe a moltiplicare le distinzioni e a identificare con maggiore cura i concetti e le
tesi.
c) Un miglioramento delle tecniche di lettura dei testi filosofici. Per poter fare
il confronto, chi studia è costretto a leggere i testi con tecniche raffinate: a
identificare brani significativi, a isolare parole-chiave, a costruire schemi, e così
via. Tutte tecniche che sono proprie degli esercizi di analisi. Ma in quella classe di
esercizi si tratta di tecniche imposte dall'esterno, qui si tratta di tecniche che nessuno
impone, ma che da sole si rendono necessarie. Lo studente userà quindi, senza essere
costretto dall'esterno, le tecniche di analisi che ha imparato ad utilizzare (questo tipo
di esercizi permette quindi di valutare l'efficacia di altri esercizi).
d) Un miglioramento delle tecniche espressive a base creativa. Ogni operazione di
confronto non è la semplice somma o differenza di due o più elementi diversi: perché
due testi siano confrontabili, occorre porre domande ai testi, collocarsi da un punto di
vista che non è proprio di nessuno dei due autori, elaborare modelli interpretativi.
Tutte operazioni che hanno una necessaria componente di creatività. Gli studenti che non
hanno predisposizione per gli esercizi creativi, o che li rifiutano per altre ragioni,
sono qui portati naturalmente ad usare le tecniche proprie degli esercizi creativi quasi
senza accorgersene.
Per l'insieme di tutte queste ragioni, e per l'assenza di controindicazioni (noia e
problemi di valutazione a parte), gli esercizi di confronto tra testi possono essere usati
con continuità e divenire un metodo abituale di lavoro. Si può anche raggiungere
l'effetto che questi metodi divengano normali nello studio, e che lo studente
sistematicamente, senza l'intervento del professore, usi queste tecniche come strumento
efficace e rapido di studio che permette una buona precisione.
Il confronto tra testi permette poi di imparare per differenza, e quindi
velocemente e con precisione.
Il confronto tra testi può essere utilizzato come preparazione a
vari tipi di lavoro filosofico. Ad esempio, la raccolta di brani su un tema e il loro
confronto può servire come esercizio preparatorio ad un dibattito in classe o alla
stesura di un dialogo.
Quanto alle regole di valutazione, valgono le stesse degli esercizi di analisi,
tenuto conto però che in questo caso c'è una componente di creatività. Comunemente
accade che uno studente si accorga di cose di cui il professore non si era affatto accorto
e che le sue comparazioni siano valide mentre ad una prima lettura apparivano errate. Sono
quindi esercizi da correggere con una certa attenzione. Utile la revisione in comune in
classe, perché l'apporto di più punti di vista si rivela fecondo.
E' poi una classe di esercizi che si presta molto bene per le verifiche finali,
perché richiede un buon livello di preparazione. Se questi esercizi sono usati a scopo di
verifica finale, i testi non devono essere ampi e completi, altrimenti lo studente
potrebbe imparare da essi e svolgere egualmente bene il compito anche in assenza di una
buona preparazione: è necessario quindi calibrare con attenzione questi esercizi,
attraverso la selezione dei brani, quando si assegnano come verifica finale.
Come verifica sono poi interessanti per un'altra ragione: alcuni tipi di esercizi di
questa classe non richiedono - o richiedono solo un minimo - particolari capacità
espressive. Confrontando i risultati di questa classe di esercizi con altre, è quindi
possibile studiare quanto le difficoltà espressive incidano sul rendimento di uno
studente, perché l'esercizio le richiede in basso grado.
A questo proposito si deve però fare attenzione al fatto che problemi nelle
capacità espressive sono spesso autolimitanti anche quando queste non sono richieste. Una
analisi sulle capacità di un giovane - e sul suo studio, in quantità, metodo e qualità
- non dà quindi risultati sicuri alle prime prove. Lo studente deve avere il tempo e il
modo di imparare per esperienza che le capacità espressive qui contano meno.
Ovvio l'interesse di questi esercizi nel recupero scolastico di quegli studenti che
abbiano entrambe le seguenti caratteristiche:
a) capacità di analisi di livello almeno accettabile;
b) sufficiente motivazione allo studio.
Questi caratteri possono aumentare di grado. E' chiaro che un attento uso di questi
esercizi può far aumentare sia le capacità di analisi (se esiste una base minima) che la
motivazione allo studio. Le capacità di analisi, infatti, vengono autostimolate, come
abbiamo visto.
Quanto alle motivazioni, la storia della filosofia tratta una tale quantità di temi
che è veramente difficile che non se ne trovino alcuni che interessino anche lo studente
meno motivato. La selezione dei testi, poi, non è necessario che avvenga entro i confini
dei testi dei filosofi maggiori, sicché la scelta è tra un numero enorme di classici.
Per il recupero scolastico, poi, si è (entro certi limiti) più liberi dai vincoli della
sequenza del programma, e questo facilita la scelta. Si può sperare che il maggior
interesse per alcuni temi induca una maggiore attenzione anche verso alcuni altri
(per il recupero scolastico, del resto, non esistono ricette miracolose: l'obiettivo è
procedere nella direzione giusta, per piccoli passi).
Per il professore il lavoro di preparazione di questo tipo di esercizi è veramente
grande se decide di cercare brani utili su un certo argomento senza aver prima svolto il
lavoro preparatorio. Abitualmente è utile procedere in modo inverso: si selezionano e si
schedano i brani utili mentre si legge per altre ragioni. Aiutano molto, naturalmente, le
antologie filosofiche in cui il lavoro di ricerca e di comparazione è stato svolto dagli
autori.
Un modo veloce per avere testi già pronti a disposizione - un "archivio"
personale - è selezionarli a coppie (o per percorsi tematici) quando capita di
imbattercisi nel proprio studio personale.
Gli esercizi di confronto tra testi, se scelti di epoche storiche diverse,
consentono di mantenere presente alla memoria una materia già studiata oppure di
anticipare elementi complessi di materia da studiare. Sono utili come esercizi per
ripassare e per anticipare idee, selezionando in maniera opportuna i passi. Ovviamente nel
caso si tratti di una anticipazione i passi dovranno essere scelti in modo che siano in
sé comprensibili.